Come sono rimasta incinta – La mia storia personale…

iStock_pregnancyCiao! Vuoi Sapere Come Rimanere Incinta? Leggi la mia storia su come sono rimasta incinta!

Essendo sposata da circa 4 anni, ho cominciato ad introdurre, nelle conversazioni con mio marito, la possibilità di avere un bambino. Prima era stato impossibile per questioni di lavoro, continui traslochi e varie difficoltà legate alle rispettive famiglie, composte di genitori anziani da seguire e da accudire. Ora, a 39 anni, il desiderio di una gravidanza e una più tranquilla situazione di lavoro e familiare, ha cominciato a farsi sentire.

All’inizio, quando dissi a mio marito che volevo provare a rimanere incinta, è rimasto un po’ scosso, soprattutto perché non ci aveva più pensato e credeva che avessi anch’io accantonato l’idea definitivamente. Invece, poi ha risposto con entusiasmo e abbiamo iniziato la nostra avventura. A dire la verità avevo sottovalutato la mia età e il fatto di aver preso per tanti anni la pillola anticoncezionale. Pensavo, anzi, che smettendola, sarei subito rimasta incinta. Niente di più falso. Dopo 10 mesi di tentativi e avvicinandosi il mio quarantesimo compleanno, abbiamo deciso di rivolgerci ad un medico per accertare, con esami ed analisi, se ci fosse effettivamente ancora la possibilità di rimanere incinta.

Ci siamo affidati al medico di famiglia che ci ha mandato da uno specialista della fertilità, che dopo averci segnato moltissime analisi, molte delle quali a pagamento, abbiamo fatto il controllo della curva della temperatura, i dosaggi ormonali dell’estradiolo e del progesterone e varie ecografie transvaginali; ci ha rassicurato dicendo che probabilmente era solo una questione di tempo.

Quando avemmo ritirato tutte le analisi, andammo per esclusione. Non c’erano infezioni ginecologiche, ma di questo ero abbastanza sicura anche io; non c’erano cisti alle ovaie o all’utero. Dallo spermiogramma effettuato da mio marito, la qualità degli spermatozoi era sufficiente e a questo punto cominciavo ad essere piuttosto ansiosa.

Il medico ci disse di non preoccuparci, che andava tutto bene, io non avevo alcun segno di menopausa e probabilmente si trattava solo di un fattore di stress e di troppa aspettativa. Ci disse di rilassarci, di pensarci meno e ci fissò l’appuntamento dopo 6 mesi, dandoci una scheda informativa sui giorni fertili e dei consigli alimentari.

Furono sei mesi di attesa e speranza, ma risultarono vani. Quando tornammo dal ginecologo con l’evidente constatazione che non ero rimasta incinta, questi ci consigliò di prendere in considerazione la procreazione assistita, soprattutto perché abbiamo cominciato a dimostrarci scettici su altri metodi più blandi che voleva proporci.

A questo punto, però eravamo scoraggiati e piuttosto stressati. Dover tenere sempre sotto controllo i livelli di fertilità e farli combaciare anche con la routine quotidiana era già un impegno, alla fine anche il desiderio sessuale era diminuito, lasciando il posto alla frustrazione.

Decidemmo di rimandare la decisione, anche perché avevo sentito tante storie non proprio positive di donne che avevano iniziato la cura ormonale e accusavano tantissime disfunzioni. Di tempo ne era già passato molto, dalla decisione iniziale e dai nostri primi tentativi per rimanere incinta, quindi decisi di prendermene un po’ di più per documentarmi.

Cominciai a studiare i vari siti internet, le riviste specializzate, i forum e più leggevo più mi preoccupavo. I dati non mi confortavano, perché sembrava proprio che facessi parte della percentuale di donne ‘sfigate’. Scoprii che una ricerca pubblicata in Obstetrics&Gynecology nel 2004, realizzata da David Dunson (della Duke University), ha preso in esame le possibilità di restare incinta di 770 donne europee ed era emerso che, avendo rapporti almeno due volte la settimana, l’82% delle donne tra i 35 e i 39 anni avevano concepito nell’arco di un anno contro l’86% delle donne tra i 27 e i 34 anni. Altre 5 ricerche, su donne di nazionalità diverse, ma tutte effettuate negli ultimi 10 anni, citavano cifre simili. Insomma io ero tra quelle della minoranza problematica e questo mi mise ancora più ansia.

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Cominciai a prendere in considerazione allora le alternative. Cominciai dalla fecondazione in vitro. Anche qui però i dati non erano confortanti, visto che ribadivano che le maggiori possibilità di rimanere incinta erano attribuiti alle donne con meno di 35 anni (42%, comunque meno della metà!), mentre tra i 36 e i 40 la possibilità di riuscita scendeva al 27%, toccando un minimo drastico nella fascia che mi riguardava: tra i 41 e i 42 anni, solo il 12%. Non solo! Sempre più spesso leggevo di situazioni da trattare dopo circa 6 mesi di tentativi inutili, mentre noi era ormai un anno e mezzo che provavamo senza esito.

Inoltre, a fronte di siti più o meno di inclinazione medico-farmacologica che giuravano e spergiuravano che le terapie ormonali non avevano un approccio violento con l’organismo, ma ‘amichevole’, e che non causavano nessuno degli effetti collaterali di cui si parla: mal di testa, aumento di peso, nausea e sbalzi d’umore, leggevo decine e decine di post nei forum femminili di donne in cura che invece questi sintomi ce li avevano tutti, qualcuna persino problemi a livello di epidermide. Non sapevo più che pensare.

Il medico aveva già escluso la stimolazione dell’ovulazione, perché anche questa non pareva essere fuori norma e poi lo stesso dottore ci aveva avvertito che uesto processo comportava la somministrazione di clomifene citrato o delle menotropine che potevano poi alterare il muco cervicale. Come un cane che si morde la coda, avrei poi dovuto assumere degli estrogeni o gonadropine per qualche giorno, ma sempre sotto monitoraggio ecografico dei follicoli ovarici perché il rischio poi, è quello di gravidanze multiple, e anche questa eventualità non risulta affatto rara. Per carità, anche due bambini ci avrebbero fatto piacere, ma avevo già letto di molti casi di donne che dopo tanti anni senza riuscire a rimanere incinte, poi hanno partorito 4 o 5 figli.

Inoltre, il clomifene citrato ho letto: “può provocare disturbi della visione, vampate di calore, mal di testa e disturbi digestivi. Il mestruo può essere più abbondante e può verificarsi spotting tra due mestruazioni. Il trattamento può favorire il nervosismo e l’insonnia. Le gonadotropine possono indurre una stimolazione eccessiva delle ovaie (iperstimolazione ovarica) che può provocare dolori addominali, nausea o acquisto di peso”. Ecco, questo già bastava ad escludere questo sistema.

Non c’era nessun problema riscontrato eppure non riuscivo a rimanere incinta. Affrontare qualsiasi cura, a questo punto mi sembrava assurdo. Se il mio corpo funzionava a dovere, perché questo bimbo non arrivava? Cominciai a pensare non ci fosse speranza. Mio marito cominciò anche a prendere in seria considerazione un’adozione. Del resto, anche se tutte le condizioni fisiche sono ottimali e non si riesce ad avere un bambino, non è forse il caso comunque di parlare di sterilità?

Con questo stato d’animo, continuando a leggere testimonianze di donne che volevano rimanere incinte su internet, mi sono imbattuta in un sito: www.gravidanzamiracolo.com.

Il nome non mi aveva appassionato, però in effetti sembrava che nel nostro caso, giusto un miracolo potesse fare qualcosa. Quando ormai hai letto di tutto, non escludi più niente a priori, se non altro per documentarti e ho cominciato a leggere le testimonianze su questo sito. Molte erano davvero simili alla mia, altre più complesse e legate a patologie specifiche, ma tutte queste donne volevano un bambino e avevano provato mille modi senza alcun risultato.

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La cosa che più di tutte mi ha colpito è l’assicurazione che il metodo descritto fosse naturale al 100%, garantito e testato clinicamente. La parola magica, poi, è stata ‘senza effetti collaterali’, seguita da ‘farti rimanere incinta naturalmente, senza ricorrere a farmaci o ai trattamenti tipici per la sterilità’, dopo tutto quello che avevo letto su libri, riviste ed internet. Quindi, mi convinsi a scoprire di più. Dopo tutto forse esisteva un altro modo, un metodo alternativo e non invasivo.

Ho deciso quindi di acquistare l’eBook ‘Gravidanza miracolosa’, anche se come ho detto, ero molto scettica e mio marito ancora più di me. Ormai era solo una questione del ‘proviamo anche questa’, senza avere ormai niente da perdere.

L’ho scaricato e iniziato a leggere. Il metodo illustrava cinque passi fondamentali da affrontare, ma non era niente di impossibile. Quasi senza accorgermene decisi di provarci e mio marito avvallò la decisione solo perché era totalmente priva di controindicazioni, quindi, ‘male non poteva farmi’.

È vero che ormai mi ero fatta una cultura di anatomia femminile e maschile, ma mi sono subito accorta che il libro era pensato e scritto in modo tale che chiunque, anche meno informato di me, potesse seguirlo e mi è piaciuta l’idea della personalizzazione e della disponibilità del supporto clienti, anche se alla fine non ne ho mai avuto bisogno.

Ho cambiato parte della mia alimentazione, è migliorato il rapporto sessuale con mio marito, ma soprattutto ho riacquistato serenità e consapevolezza. Dopo 4 mesi sono rimasta incinta. Nemmeno ci credevo, pensavo che fosse arrivata la menopausa, e invece poi mio marito mi ha suggerito di fare il test di gravidanza. L’esito è stato incredibile, eravamo al settimo cielo.

Oggi siamo genitori di una bimba di 4 mesi, Elena, bellissima e sanissima. Ho consigliato questo eBook anche ad un’altra collega di lavoro con le mie stesse difficoltà e proprio ieri mi ha comunicato di essere incinta, quindi ho deciso di scrivere la mia testimonianza per consigliare un’alternativa valida e non invasiva a tutte le donne. Rimanere incinta naturalmente è possibile anche quando hai perso tutte le speranze. Io lo so.